gen 29

I presepi di Matteo Vincenzi

 

Matteo Vincenzi è  il responsabile dell’ Ufficio Edilizia Privata e Gestione del Patrimonio  del Comune di Castelmassa. Coltiva un  hobby particolare: costruisce, da molti anni con competenza manuale ed estetica, suggestivi presepi che espone in mostre di  vari paesi che salvaguardano la tradizione  presepistica, tradizione che si esprime in tutta Italia. La passione gli è stata trasmessa dal padre fin da ragazzo. Matteo inizia d’estate a progettare, a costruire i suoi villaggi che localizza in luoghi geografici ben definiti curando tutti i particolari dalle case, ai pastori, alla natività, al paesaggio con pazienza e creatività che un simile lavoro richiedono.
Complimenti Matteo con l’augurio che anche a Castelmassa si scopra che altri hanno la tua passione e si possa finalmente nel Natale 2016  realizzare  una mostra che evidenzierebbe la maestria di chi con pazienza ed accuratezza si dedica all’arte presepiale 

 

 

gen 13

Natale 2015: il saputello, le ridicole, il patetico

Un Natale così polemico mancava nel panorama caotico e ipocrita di questi tempi. E per che cosa? Per il presepe.

Tutto è cominciato da un dirigente scolastico reduce sconfitto del ’68 che voleva abolire il presepe nelle scuole in nome di un multiculturalismo e di una integrazione inesistenti. Perché, invece, si festeggia e si insegna quella buffonata di halloween, festa scopiazzata da una cultura che non ci appartiene e che i credenti in Allah vedono come un’espressione satanica come il carnevale?

natale_02I musulmani in Italia sono accolti, rispettati, protetti, vivono la loro fede, ma vogliono star da soli per difendere la loro identità. Possibile che non si sia ancora capito? Leggi tutto »

gen 13

Come arrivano lontano i raggi …

Come arrivanShakespeareo lontano i raggi di quella piccola candela: così splende una buona azione in un mondo malvagio.”
(W. Shakespeare)

nov 16

100 anni fa La Grande Guerra – Ufficialità- Quotidianità – Piccole storie locali

copertina_cento_anni_fa_201Con la presenza dell’Assessore alla Cultura  e all’Urbanistica della Regione Veneto Cristiano Corazzari, di autorità civili, religiose e militari, è stata inaugurata il 7 novembre 2015 la mostra storico documentaria “100 anni fa: La Grande Guerra ufficialità – quotidianità – piccole storie locali”.La mostra ripercorreva, a grandi linee la pubblicazione omonima a cui hanno contribuito Simonetta Vignoli, Manlio Menzago, Alberto Duffini e la sottoscritta. Ci si è avvalsi della copiosa documentazione dell’archivio comunale del Comune di Castelmassa. La pubblicazione si può acquistare presso la Biblioteca Civica di Castelmassa.

Simonetta Vignoli con un paziente lavoro di ricerca su riviste settimanali degli anni 1915, 1916, 1917, 1918, 1919 ha saputo sintetizzare la retorica delle “radiose giornate di Maggio” in cui la stampa italiana inneggiava a partecipare alle chiamate alle armi, al sacrificio per la patria esaltando la fatica dei soldati. Una propaganda fatta di coraggio e di slanci senza evidenziare le dure condizioni delle trincee.

Manlio Menzago ha puntualizzato con rigore il grave problema del pane che ha afflitto il nostro paese come tutte le località italiane e la sintonia dell’allora sindaco Antonio Bresciani e del parroco Don Daniele Quaglio impegnati per cercare di lenire tale questione che si ripresentava con tragica insistenza: quello dell’alimentazione.

Alberto Duffini con passione e competenza ha affrontato temi quali i caduti, i prigionieri   internati presso i campi austroungarici di Mauthausen e Sigmundsherberg, in Germania ed in Ungheria ed i dispersi castelmassesi:  militari di cui nessuno sapeva più nulla ed i cui corpi, il più delle volte erano stati dilaniati dalle bombarde o sepolti da onde pesanti di terriccio. Temi difficili quelli  dei prigionieri e dei dispersi che a tutt’oggi sono oggetto di dibattito non sapendo con esattezza quanti furono ed a quali sofferenze furono sottoposti. Comunque i nomi dei i soldati castelmassesi sia dispersi che prigionieri sono stati tutti individuati.

Io mi sono dedicata alla popolazione come ha vissuto quegli anni di normalità spezzata, di quanto la guerra abbia inciso sulla quotidianità di uomini e donne che hanno vissuto quegli anni con il loro carico di sacrifici, di speranze deluse, di dolori.   Leggi tutto »

set 22

ATTRAVERSARE IL PO

Anticamente il Po, come tuttPO_01i i grandi fiumi, era venerato e temuto: la sua lunghezza, le sue rive deboli,   il suo impeto e la sua violenza, furono tali da ostacolare l’insediamento ed il transito. Fin dalla preistoria ha rappresentatola più importante via di comunicazione e di penetrazione in tutta la Pianura Padana.

Plinio i Vecchio affermava che quando il Po e l’Adige erano in piena le loro acque si congiungevano creando come un immenso mare.

La posizione geografica, lo rese importante per la molteplicità di attività e storie umane. Il suo scorrere era una sorta di lungo e difficile viaggio che coinvolgeva tutti coloro che ne ebbero contatto tanto che, insieme ad altri fiumi dell’antichità, ebbe un appellativo divino: Eridano (fiume mitologico in diretta connessione con gli inferi, legato al mito di Fetonte). Leggi tutto »

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