apr 21

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Comunicare  con rispetto

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La voce – Alda Merini
In queste cadenze fragili
che sono i nostri giorni meravigliosi
fatti di pochissime cose,
di piccoli conventi di sospiro,
questi giorni meravigliosi
dove io nego la presenza anche di Dio
per non sentirmi obbligata ad amarlo.

In questi giorni io vedo il sole
ovunque
ma non posso vedere lui
che è l’unico candore della mia vita.

E poi dietro lui
c’è un altro uomo
più grande,
più severo,
più possente,
un uomo che mi indica
la guarigione dell’anima.

Ma non credo che la mia anima sia malata
se riesce ancora a piangere,
a sorridere,
a varcare le soglie di questa casa.

Gesù,
sei certamente un poderoso mantello,
sei una spiaggia illimitata,
sei un parto che non ha mai agonie,
sei un fiore che si risveglia ogni mattino,
sei un canto,
sei il mio stesso sguardo.

Molti mi guardano negli occhi
e rimangono estatici
perché capiscono che io ti ho visto,
che ti ho sentito,
o che perlomeno qualche volta
ti ho anche tradito.

apr 13

F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA – Bologna. Amiche simpatiche “buone forchette”

Amiche simpatiche I prodotti di tutte le nostre Regioni si succedevano in sequenze lunghissime: chiostri, ristoranti, stands, laboratori dove si poteva vedere la lavorazione dei prodotti tipici di  tutto ciò che la terra produce con  il lavoro paziente e rigoroso degli uomini.
Isa Bergamascchi, Daria Segala, Loretta Ghirelli, simpatiche amiche, “buone forchette”, subito hanno messo le ali i piedi.

Rapide consultazioni, visita veloce alle farfalle e poi “Via” : in Piemonte per il primo; in Abruzzo per il pesce, poi giù ancora :  veloce puntatina nel Lazio, dolce in Sicilia. Risistemate ben, bene le ali, su  di corsa  in Friuli Venezia Giulia   per planare, infine, a Bologna per la mortadella.

Alla lavorazione della mortadella anch’io,  mi sono fermata.

Una bontà!

Una simpatica cameriera mi ha portato quello che avrebbe dovuto essere  un panino. Una specie di montagnola che solo a vederla l’acquolina ti riempiva la bocca: fette di mortadella  arrotolate, affogate tra formaggio, il tutto  contornato di  freschissime foglie di insalata. Come non bastasse, su un elegante piatto, ecco arrivare crostini particolari: base insalatine miste,poi  pane ricoperto da una pastina nera, una fetta di mortadella contornata da un formaggio filante che trasbordava e sopra : “Udite, udite” un

piccolo pezzo di polpo con la sua doppia fila di ventose! Un amalgama di gusti che si sposavano in un sapore nuovo,originale,   gustoso.

Una giornata particolare e…gustosa!

 

L’eccellenza dei prodotti della nostra Bella Italia.

Amiche simpatiche

apr 13

F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA – Bologna. L’asino disonorato

Volevo vedere gli animali,  ne cercavo, uno: un asinello. Gli animali erano in un’area esterna. Trovati gli asini,  non riuscivo a fotografare quello più mi interessava. Eccolo: era confuso tra  altri.

Una mia amica, Maria Teresa Carassini, che segnala al Resto del Carlino, eventi culturali dei nostri paesi: Castelmassa, Ceneselli, Castelnovo Bariano, Calto, dinamica, informatissa, piena d’iniziative, con uno stratagemma è riuscita a farlo avvicinare e l’ha fotografato come io non avrei mai fatto.

Era il più giovane: usciva con il muso dalle inferriate. Pelame grigio, occhioni innocenti, due grandi orecchie pelose che si alzavano al di sopra delle sbarre. Tenerissimo nella sua calma.

Ho pensato a quanto i suoi antenati abbiano  attraversato la storia dell’umanità

Meno aristocratico del cavallo,quadrupede di nobili e guerrieri, ha portato pesi, si è arrampicato su per sentieri impervi, ha aiutato ad arare campi, ha preso legnate, Poppea, la moglie dell’imperatore Nerone, era solita concedersi un bagno immersa nel latte di cinquecento asine!!! L’asino ha avuto l’onore di trasportare Gesù nell’entrata  a Gerusalemme la Domenica delle Palme.

L’avrei accarezzato l’asinello, avrei voluto contorcere la punta delle sue orecchie…Succede, però,  che nel lontano 188,   Collodi pubblica la storia del burattino   Pinocchio, tanto  allergico allo studio  da affibbiargli due enormi orecchie  d’asino come umiliazione.

Da allora l’asino ha subito una sorta di disonore che non l’ha più lasciato.

. “Asino”, si dice non solo a chi non studia, ma anche ad adulti in genere. Un appellativo dispregiativo che non l’ha più abbandonato.

Onore a te, asinello che,  invece, secondo gli studiosi, sei il più intelligente tra i mammiferi: hai una pazienza certosina con gli uomini.

Asinello

apr 13

F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA – Bologna. Un’area vastissima

Al di là dei prodotti della nostre Regioni,sono stata colpita dalle GIOSTRE multimediali: un viaggio nel tempo alla scoperta della nostra storia.

Sono sei: 1) IL FUOCO; 2) L’UOMO E LA TERRA; 3) L’UOMO DALLA TERRA ALLA BOTTIGLIA 4) L’UOMO E IL MARE; 5) ANIMALI; 6) L’UOMO E IL FUTURO.

GIOSTRE interattive che ti immergono in misteri e scoperte.

La GIOSTRA del FUOCO mi ha catturata più delle altre. Un milione e mezzo di anni fa l’uomo scopre , inventa, imprigiona il fuoco. Inizia, così la sua superiorità sugli animali. Esplora, crea, forma comunità,si evolve sempre più. Solo questa GIOSTRA gode di due spazi. Se nel primo campeggiano le fiamme con sullo sfondo sagome girevoli, in cui s’intravedono uomini primitivi che battono su pietre per far scattare una scintilla, nel secondo due scritte recitano: “ Basta una scintilla per accendere il fuoco”; “ Se fossi foco accenderei lo mondo”.

Un’iperbole, quest’ultima, tratta da Cecco Angiolieri per esaltare l’importanza del fuoco nella creatività artistico – culturale. Si succedono, infatti, brevi, significativi video: il “FUOCO” che accende inventiva e sentimenti dalla musica alla pittura, passando per la scrittura, le arti artigianali per approdare, infine, alla danza classica moderna, dove i movimenti ritmici dei corpi, accompagnati dalla musica, esaltano l’amore.

GIOSTRE didattiche realizzate con una tecnologia d’avanguardia dal Centro Sperimentale Cinematografico di Milano,ma adatte anche ad adulti indifferenti all’evoluzione dell’uomo e alle sue invenzioni.

Giostra-Fuoco

apr 13

Dott. Pietro Duner Un medico esemplare

 Greci raccomandavano ai medici:

 “Del tuo paziente devi sapere cosa sogna, cosa desidera, cosa ama, come vive.

Devi saper queste cose se vuoi curarlo.”

Presso la biblioteca Civica “ Enrico Fornasari”, ho presentato la figura del dott. Pietro Duner che ha esercitato a Castelmassa dal 1932, per  vent’anni.  Ha lasciato  un ricordo indelebile per la sua professionalità, unita ad una grande umanità nei confronti dei pazienti intesi come persone e  non solo come malati. Conosceva le loro ansie, i loro disagi interpretandoli ed era attentissimo alle loro condizioni sociali. Si recava in bicicletta in campagna, di notte, dove necessità chiamava. Era reperibile ventiquattro ore su ventiquattro.

Nella limitatezza della medicina di quel  tempo, in cui mancavano i farmaci salva – vita tipo cortisone ed antibiotici e la raffinatezza delle strumentazioni tecnologiche era  ancora lontana,era un clinico completo: sapeva formulare diagnosi pur nella scarsità dei mezzi a disposizione, curare con le adeguate terapie farmacologiche  e chirurgiche .

Tanti parti difficili si sono risolti  con la sua abilità di ostetrico,tanti gli interventi di pronto Soccorso, compreso qualche intervento di appendice, l’hanno trovato risolutore,assolvendo a quella triade che è alla base della completezza della formazione medica: medicina interna, chirurgia, ostetricia e ginecologia. Morì d’infarto il 24 febbraio 1954.

Al suo funerale partecipò tutto il paese:  circa cinquemila persone venute anche  dai paesi vicini.  Il ricordo lasciato nei castelmassesi è ancora vivo, entrato in una sorta di leggenda perché chiunque bussava alla sua porta, in qualsiasi ora del giorno e della notte, per tutto l’arco dell’anno,trovava risposte ed umanità.

In segno di omaggio è stato dato il suo nome ad una via e nel suo vecchio  ambulatorio, ora di proprietà dell’ASL , è stata posta una lapide commemorativa che riassume con efficacia il ruolo e la persona:

 

“Qui per vent’anni profuse tesori di scienza e di bontà”

Il Dott. Duner

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