apr 10

Auspico un diluvio universale

Michelangelo

foto_02Stiamo assistendo a violenze inaudite: femminicidi, omicidi, ragazzi che si drogano, genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori, discoteche luoghi da chiudere se sempre più spesso ci scappa il morto vuoi per violenza o per eccesso di alcool misto a sostanze stupefacenti, corruzione, depravazioni, stragi, annientamenti, guerre, la terra ridotta a una grande discarica, imbroglioni di ogni genere, pasticci politici, proteste di massa, stadi dove di sportivo non c’è nulla se non uno scatenarsi di violenta  aggressività,

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bullismo di sfigati derecebrati il cui  cervello è funzionalmente inattivo, genitori ormai incapaci di educare, una scuola  impoverita se ben 600 professori universitari hanno denunciato i grossolani errori sia ortografici che grammaticali di studenti che dovrebbero aver frequentato le scuole superiori, pasticci politici a gogò, magistrati che bisognerebbe fossero sottoposti a psicoterapia se uno ha avuto  l’insipienza di assolvere un energumeno  che ha stuprato una donna ed è stato liberato perché “la poveretta non ha urlato abbastanza”!!!

Senza parlare di terremoti, alluvioni, acque inquinate, aria sempre più irrespirabile, carni gonfiate con ormoni che quando le cuoci si riducono a vista d’occhio e ti chiedi cosa hai acquistato se  tre hg. di carne o solo un pezzettino.

Non parliamo delle rapine, delle aggressioni e la lista sarebbe ancora lunga. Triste conclusione:  un’Italia ridotta all’antica Sodoma citata nella Bibbia.

Stiamo assistendo ad una sorta di catastrofe che investe il genere umano e l’orizzonte naturale  e forse un Diluvio universale servirebbe sia come punizione per poi rigenerare questo tragico panorama sociale ed ambientale.foto_03

gen 28

10 e lode ai Volontari della Protezione Civile Altopolesine – Castelmassa

I volontari della Protezione Civile con sede a Castelmassa da quando è successo il terremoto in Abruzzo si sono attivati in più squadre per un totale di 11 volontari portando il loro aiuto a quelle popolazioni martoriate.

Le ultime due squadre hanno operato quando ha cominciato a nevicare. L’ultima squadra composta di tre volontari era stata dislocata a Cascia, nel perugino, cittadina che aveva subito ingenti danni nelle prime violente scosse dell’ottobre 2016, si è trovata così il 18 gennaio  nel giorno delle grandi scosse in mezzo ad abbondanti nevicate mentre operavano nel territorio  tra Cascia e Norcia. Nonostante i due metri di neve caduta  sono riusciti: a portare alimenti, gasolio per riscaldamento a più di 40 frazioni isolate, ogni mattina a pulire il tetto delle tende per il carico di neve dove soggiornavano terremotati feriti nel cuore e nella mente, a distribuire pasti a gente che ha perso tutto, a spalare neve per ore ed ore.

Chi è stato in quei posti conosce quanto le strade siano strette, impervie, incastrate tra monti: un territorio fisico difficile che ti chiedi come la gente possa sopravvivere anche i condizioni meteorologiche normali. I nostri volontari ce l’hanno fatta. Da noi castelmassesi va ai Volontari della Protezione Civile castelmassese  il nostro ringraziamento. Siamo orgogliosi di voi.

Uno strano fatto – A sei km. da Cascia c’è un  piccolo, antico villaggio medievale nel fondo di una gola:  Roccaporena. Io vi sono stata. Un  luogo, mistico in cui è nata ed ha vissuto Santa Rita tra la fine del 1330 e l’inizio de 1400. Santa Rita: “ la Santa degli impossibili”. Stranamente, nonostante le forti scosse non una tegola è caduta nel remoto paesino.

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15 dicembre 2016 – Sala Consiliare

Copertina“Questi sono i ricordi di una bambina di sette anni. Vi si narra semplicemente  la vita come l’ha vissuta…Un percorso di memorie infantili per non dimenticare come si viveva negli anni’50 del sec. XX, anni che sembrano ormai così lontani…”.

Così si legge nel prologo della pubblicazione di Enrica Sgariboldi Bergonzoni che ho presentato . Un viaggio nella memoria infantile che mi è piaciuto per come minuziosamente Enrica l’ha descritto.

Non è facile ricordare in modo organico, coerente fatti,persone,eventi dell’infanzia. Occorrono cuore e amore, capacità di pensare e di immagazzinare.

Le prime pagine la descrivono a scuola con le sue lunghissime trecce quando l’anno scolastico è al termine  e l’imminenza dell’estate per i bambini,  si carica di attese, e man, mano da una metropoli, Milano, non ancora cementificata dove lei e sua sorella Nena  potevano tranquillamente uscire da sole, continua il suo percorso fluido nella memoria  con una netta    differenziazione tra il vivere nella città e il vivere in campagna,  a Castelmassa, in Via Vegri nella casa dei nonni materni Mantovanelli.

 Quanto l’ha amata la campagna Enrica, l’ha vissuta ogni volta come una divertente  e piacevole scoperta.

 Ritroviamo riti ed usanze scomparse: “la bugadara” locale esterno alla casa, dove si lavavano in grandi mastelli biancheria ed indumenti, il porcile e la broda per i maialini, la raccolta dell’uva, i giochi presso i  maceri or spariti, visti come stagni pieni di sorprese dai pesci alle leggiadre libellule prese con un filo e fatte volare come singolari piccoli aquiloni, per poi lasciarle libere di volare, le corse in bicicletta tra via di Mezzo,via Cascina la località Pio con il forno che emanava un fragrante profumo di pane appena sfornato  e tanti fatti di  giornate estive,  invernali, metropolitane, paesane, marine, montane di una bambina che immagazzinava tutto ripetendosi continuamente un’espressione Incamera il ricordo Eppi…incamera il ricordo di questo istante e fissalo bene in mente così potrai ripensarci …”.

Questa espressione ha fatto si che ricordi e memoria siano diventati per Enrica una sorta di biblioteca dalla quale attingere in futuro una pluralità di ricordi, con  descrizioni minuziose  incorniciate dallo  scandire delle stagioni.

Con questa apparente semplice pubblicazione, ha fatto un’operazione di recupero encomiabile delle sue esperienze di quando “aveva le trecce”, ma ha potuto farla perché ha avuto rapporti familiari importanti, positivi che le hanno insegnato a muoversi ed ad interagire con gli altri con grande rispetto e quando una famiglia trasmette valori e regole con serenità, i ricordi tendono a formarsi prima e a consolidarsi.   E questi valori di focolare domestico or metropolitano or  campestre emergono inconsapevolmente dalle pagine dei suoi vissuti infantili.

Il ricavato della vendita sarà devoluto all’AMU – Azione per un Mondo Unito, una ONG di sviluppo riconosciuta idonea dal Ministero Affari Esteri per la realizzazione di progetti di sviluppo che puntino a creare lavoro, finanziare borse di studio e sostenere interventi di assistenza per far fronte a necessità urgenti in ambito alimentare, sanitario ed abitativo.  Progetti sono già avviati in Italia, Argentina,Egitto, Pakistan, Burundi, Portogallo.

dic 20

Buon Natale di speranza, coraggio e vita

van-honthorstBuon Natale a tutti coloro che soffrono nel cuore e nello spirito.

A coloro che sono soli   e abbandonati, soprattutto agli anziani con la speranza che qualcuno regali loro un sorriso.

A quelli che si trovano negli ospedali perché nel giorno in cui ogni famiglia si riunisce felice attorno ad una tavola imbandita, il personale medico e paramedico sappia dare loro una parola di conforto considerandoli persone e non numeri.

A L. che si trova in carcere e si sentirà sola più che mai.

A quella bimba extracomunitaria che a Udine mentre si trovava a  scuola è svenuta perché non mangiava da due giorni e viveva in un casa fredda.

A coloro che aspettano un trapianto, come una mia amica, ben sapendo che quando ciò avverrà sarà perché l’esistenza di qualcuno sarà arrivata al punto di non ritorno.

Ai tanti poveri che non hanno né casa, né lavoro e aspettano la solidarietà delle associazioni di volontariato e delle persone che con misericordia cristiana si chinano sulle loro privazioni.

Buon Natale anche a chi non crede perché comprendano il conforto e la forza della Fede.

Buon Natale a tutti quei giovani che non conoscono il sacrificio dilapidando sentimenti e talvolta valori.

In questa società sempre più indifferente e talora violenta, volgiamo lo sguardo al piccolo Gesù, nato nella precarietà di una mangiatoia perché , semplicemente, come fecero i pastori in quella notte speciale, cerchiamo di avere il cuore aperto per donare sentimenti di condivisione, di speranza e coraggio per costruire un mondo più fraterno che deve partire dall’impegno di ciascuno di noi.

   È Natale: festa dell’accoglienza e dell’amore!

Giovanni Paolo II

set 14

Quando si andava a spigolare

Finita la Seconda Guerraspigolare_ok mondiale si mieteva il grano ancora con la falce, sui campi rimanevano moltissime spighe. Niente doveva andar perduto: erano tempi in cui si doveva ricostruire un Paese distrutto economicamente. Si produceva poco grano tanto che dagli Stati Uniti ne arrivavano navi cariche, in quanto quello prodotto non era sufficiente per tutta la popolazione italiana. La mietitura occupava molti braccianti e spigolare per essi era una necessità. Significava assicurarsi farina per l’inverno, ma anche per  chi poteva contare su un lavoro sicuro vuoi un artigiano o un commerciante, era importante poter racimolare qualche chilo di farina soprattutto se aveva una famiglia numerosa. Era un lavoro a cui si dedicavano con piacere ed allegria bambini e giovani per i quali, spigolare più che un dovere costituiva quasi un divertimento: sole, campagna in piena libertà.

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