giu 22

Temporibus > Tempi cambiati per giochi, libri, ponte, palazzo Bresciani 3 maggio 2016 – Università del Tempo libero di Castelmassa – Castelnovo Bariano – Calto

Un libriccino trovato nell’Archivio delle Tradizioni Popolari di Bologna ha catturato la mia attenzione.

temporibus_01Giochi popolari fino al  secolo XVI”. Ho allargato la mia ricerca corredandola di musiche e filastrocche che, con mia sorpresa, hanno attraversato millenni.

Infatti i giochi riflettono  l’ambiente in cui un bambino vive, quindi sono l’espressione di determinate condizioni psicologiche e psichiche dell’uomo e della sua vita.

Nel percorso ho evidenziato alcuni periodi: i giochi e i giocattoli degli antichi à Greci e Romani, Barbari, Medioevo, Rinascimento. Leggi tutto »

giu 22

“Il giornalino di Gian Burrasca”

“Il giornalino di Gian Burrasca” è stata  l’ultima Befana della mia infanzia. A scuola tra le compagne si sussurrava  che la Befana fosse la mamma. Volevo scoprirlo. Come faceva? Strano  perché tutte le vigile passate avevo sempre sentigianburrasca_01to,  nel buio precoce  dei pomeriggi,  un campanellino annunciante che era già in giro tra camini e tetti a spiare se i bambini fossero buoni o capricciosi. Quel tintinnio intermittente mi aveva sempre fatto tremare e mai mi arrischiavo a salire nella mia stanza  da sola  terrorizzata al pensiero d’incontrarla.  Possibile fosse mamma?

Ho sfogliato il libro sorpresa ed incuriosita. Devo averlo letto molte volte: alcune pagine erano quasi stropicciate Mi ha molto divertito rileggere alcune delle birbanterie che accomunano anche oggigiorno la maggioranza dei piccoli dai cinque ai nove anni  d’età.  E poi lo stile di scrittura accattivante, privo della pomposa  retorica d’inizio Novecento.

Riandai a quel lontano 6 gennaio.
La sera della vigila non mi addormentai facilmente, durante la notte mi svegliai spesso : volevo scoprire la vera Befana.  La mattina presto, la porta della mia stanza si aprì silenziosamente. Trattenni il fiato con gli occgianburrasca_02hi socchiusi. La sagoma di mamma si stagliò nell’ombra, avanzò senza far alcun rumore sino al mio letto, delicatamente vi depose un pacchetto e un sacchettino, poi,  piano,piano  con molta cautela scomparve.

Attesi  un pochino al buio.  Mamma ormai  era scesa al piano inferiore. Accesi la lampada del comodino, ignorai il sacchettino  di dolciumi, scartai il pacchetto ed apparve “Il Giornalino di Gian Burrasca”  odorante di nuovo. Emozionata e felice cominciai a sfogliarlo.

Lo lessi con allegria e non me ne sono mai privata.

Si legge ancora “Il giornalino di Gian Burrasca”?No. Nelle biblioteche è relegato tra i testi obsoleti.

Eppure rientra tra i classici della letteratura, è divertente, non annoia. Ne è stato realizzato uno sceneggiato TV con Rita Pavone che forse hanno apprezzato più gli adulti dei bambini o degli adolescenti.

Eppure quanti Gian Burrasca, non cartacei, inconsapevoli di assomigliarli  si trovano ancora nelle nostre case!

giu 22

Il ponte

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Nel fluire dinamico del tempo il vecchio ponte in chiatte resta stampato nella memoria: immagine nitida carica di ricordi.
Negli anni ’70 del ‘900, ormai stanco, incapace di sostenere l’aumento del traffico si decide di costruirne uno più consono ai tempi.
I vecchi barconi sono trasportati poco  più a monte. Demoliti e poi affondati? Scomparsi per sempre.
Del ponte in chiatte che, durante il II° conflitto mondiale aveva subito ben due bombardamenti , ma era risorto per la volontà dei castelmassesi,  non sono rimaste che poche cartoline a testimonianza di una storia iniziata nel 1902 come una sfida  lanciata al grande fiume che scorre sempre or placido or irruente, racchiudendo tra le sue acque ricordi di tempi lontani.

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giu 22

Palazzo Bresciani

Un presente di degrado, un trapassato prossimo di dignità e sensibilità di conservazione.

FOTO PALAZZO ANNI 30

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Un passato remoto di  incomparabile bellezza neoclassica.villa_bresciani

Per gentile concessione dei discendenti della famiglia Bresciani Gianluigi, Gianfranco e Gian Paolo Bertuzzi. Riproduzione vietata

mar 03

CARLOTTA GUARESCHI “la pasionaria”

Nell’ospedale di Fidenza domenica 25 ottobre 2015 si è spenta Carlotta figlia dell’umorista e scrittore Giovannino. Era nata il 13 novembre 1943, quando il padre, Giovanni era già nei Lager nazisti, internato militare per essersi rifiutato di aderire  alla repubblica di Salò.carlotta_1

La conobbi assieme al fratello Alberto il 9 ottobre 2009,quando Silvia Raisi ed io ci recammo a Roncole Verdi per prendere i pannelli per allestire la mostra “Don Camillo nel mondo”  in occasione della Fiera di San Martino.

Alberto e Carlotta tramite varie iniziative (museo, archivio,l’Associazione il Club dei Ventitre, un periodico quadrimestrale, seminari, studi) hanno tenuta viva la memoria del padre: grande scrittore, umorista giornalista, vignettista conosciuto in tutto il mondo grazie anche ai felicissimi film i cui protagonisti, Peppone e Don Camillo, ancora fanno ridere e sorridere. Leggi tutto »

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