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ago 09

Il cigno disorientato

Sirmione-A Sirmione esistono due bianchi  cigni che appartengono al paese. Li noti all’entrata della rocca , ma nuotano un po’ ovunque intorno alla stretta penisola lacustre.

Un mattino,dopo aver fatto colazione, con ospiti dell’hotel , fuori nel giardinetto fronte lago, si stava parlando della splendida giornata che si stava presentando : il lago leggermente fremente da una leggera brezza, il sole che lo faceva brillare.
Improvvisamente sul pontile appare ,con altezzosa eleganza nel suo lungo collo,  uno dei cigni. Da dove è giunto? Come è salito?
Si guarda intorno,lentamente scende dal pontile.
Non sappiamo che fare…muti lo osserviamo. Una voce ci allerta: “Non avvicinatevi,una beccata del suo poderoso becco, potrebbe farvi male…” .
Il cigno comincia ad aggirarsi, quasi  ci viene accanto.
Dignitosamente , si gira ,vuole tornare nel suo habitat naturale: l’acqua.
Si accosta alla sbarra della ringhiera che serve per impedire cadute nel lago.
Ahimè, è costretto ad abbassare il lungo collo…non ce la fa a piegarlo più di tanto . Si aggira  smarrito come chi si trova in una strada sconosciuta.
Il suo susseguioso atteggiamento è svanito.
E’ lento nei movimenti, non sa che fare. Un signore,con fare deciso si alza, gli va accanto: una mano posata sul corpo, delicatamente gli curva il collo per fargli  oltrepassare la sbarra.  L’uccello acquatico non reagisce. Prostrato? Impaurito? Comprende che lo si sta aiutando?
Finalmente con un balzo, dispiegando le ali eccolo nell’acqua allontanarsi velocemente : finalmente libero di nuotare ovunque nei luoghi a lui familiari e consueti.

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