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		<title>Quando l&#8217;amore per la storia diventa fedeltà</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 13:00:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissima Amina, sei stata una persona speciale, forte e combattiva, schietta e tenace ed ora che è giunto il tempo del ricordo tanti sono i ricordi che ognuno di noi ha di te.Amavi tanto la vita con le sue gioie e suoi dolori, con le delusioni e le soddisfazioni, amavi la compagnia degli amici, le &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/quando-lamore-per-la-storia-diventa-fedelta/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: justify;"><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/08/amina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1397 colorbox-1396" alt="amina" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/08/amina.jpg" width="300" height="264" /></a>Carissima Amina,</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">sei stata una persona speciale, forte e combattiva, schietta e tenace ed ora che è giunto il tempo del ricordo tanti sono i ricordi che ognuno di noi ha di te.Amavi tanto la vita con le sue gioie e suoi dolori, con le delusioni e le soddisfazioni, amavi la compagnia degli amici, le conversazioni mai banali che spaziavano su qualsiasi argomento e nelle quali spiccavano la tua innata verve, il tuo temperamento mai remissivo, le tue doti intellettuali, il tuo voler essere uno spirito libero quello di chi osserva e analizza i fatti del mondo con senso critico, ribellandosi agli schemi imposti.</p>
<p>Amavi il gruppo delle tue amiche storiche con le quali hai condiviso gli anni più spensierati della tua vita, con cui ti confrontavi, ti divertivi giocando alle carte, trascorrevi serena il tuo tempo, fedele a quelle amicizie che sono sempre state per te un punto di riferimento importante in cui riconoscerti e da cui trarre forza.</p>
<p>Amavi la semplicità, non ti piacevano le cose artefatte, rifuggivi dal clamore della ribalta convinta che l’umiltà in questo mondo troppo pieno di vanità facesse davvero la differenza, fiera solo dei tuoi principi.</p>
<p>Amavi e rispettavi la natura, ti esaltavi per le bellezze della nostra terra, della nostra campagna, del nostro fiume; amavi moltissimo la ricerca e di ogni storia grande o piccola &#8211; che tu prediligevi &#8211; sapevi trarne il senso segreto, le verità non dette, quella magìa che ogni storia porta con sé e il mistero della vita che solo pochi sanno cogliere …</p>
<p>Come maestra hai aiutato tanto i tuoi bambini soprattutto quelli più feriti, più indifesi, più segnati dalla vita e per tutti ti sei spesa incondizionatamente per lunghissimo tempo. Spesso ricordavi l’esperienza alla scuola speciale come esperienza di vita, altamente formativa per te.</p>
<p>Amavi il tuo prossimo dimostrandoti generosa e sempre pronta ad un gesto di carità.</p>
<p>Amavi il tuo paese così tanto …. E sappiamo quanto tu lo abbia onorato innanzitutto ricostruendone la storia per affidarla ai posteri, per migliorarlo culturalmente con le tue tante iniziative portate avanti grazie al tuo impegno personale e all’interno di gruppi di lavoro sempre fonte per te di nuovi stimoli.</p>
<p>Amavi la tua casa, la tua bellissima casa frutto di tanti sacrifici. In quella casa tutto parlava di te: dalle foto in bianco e nero, ai giornali sparsi sulle poltrone, ai libri, agli appunti … Amavi leggere, amavi pregare sola nel tuo cantuccio sulla poltrona vicino alla finestra, la sigaretta fra le dita e la candela che brillava di una luce rosa … Così ti trovavo spesso, a volte con lo sguardo un po&#8217; triste poi subito pronta ad un nuovo entusiasmo, con la grinta protesa verso un nuovo cammino.</p>
<p>Amavi scrivere, scrivere ti dava una gioia immensa perché attraverso la scrittura recuperavi il tuo passato e con esso le persone a te care: i tuoi adorati genitori di cui ti sei occupata con assoluta dedizione, il tuo Carlo di cui avvertivi ogni giorno di più la mancanza e quell’amore puro e cristallino che hai serbato nel cuore là dove riposano i tuoi tramonti sul mare e la luna e le stelle e lo splendore del tuo limpido e azzurrissimo cielo d’estate.</p>
<p align="center">Grazie per averci fatto dono di te</p>
<p><i>Salgono i venti autunni</i></p>
<p><i>T’avviluppano andate primavere</i></p>
<p><i>Ecco per te rintocca</i></p>
<p><i>Un presagio nell’elisie sfere</i></p>
<p><i>Un suono non ti renda qual d’incrinata brocca percossa</i></p>
<p><i>Io prego sia per te</i></p>
<p><i>Concerto ineffabile di sonagliere ….</i></p>
<p style="text-align: right;">La tua carissima amica</p>
</div>
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		<title>Il cigno disorientato</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 17:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità - Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sirmione esistono due bianchi  cigni che appartengono al paese. Li noti all’entrata della rocca , ma nuotano un po’ ovunque intorno alla stretta penisola lacustre. Un mattino,dopo aver fatto colazione, con ospiti dell’hotel , fuori nel giardinetto fronte lago, si stava parlando della splendida giornata che si stava presentando : il lago leggermente fremente &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/il-cigno-disorientato/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="color: #074d7c; cursor: pointer;" href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/Sirmione-e-Lugana-51.jpg"><img class=" wp-image-1383 alignleft colorbox-1382" alt="Sirmione-" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/Sirmione-e-Lugana-51-300x300.jpg" width="150" height="150" /></a>A Sirmione esistono due bianchi  cigni che appartengono al paese. Li noti all’entrata della rocca , ma nuotano un po’ ovunque intorno alla stretta penisola lacustre.</p>
<p>Un mattino,dopo aver fatto colazione, con ospiti dell’hotel , fuori nel giardinetto fronte lago, si stava parlando della splendida giornata che si stava presentando : il lago leggermente fremente da una leggera brezza, il sole che lo faceva brillare.<br />
Improvvisamente sul pontile appare ,con altezzosa eleganza nel suo lungo collo,  uno dei cigni. Da dove è giunto? Come è salito?<br />
Si guarda intorno,lentamente scende dal pontile.<br />
Non sappiamo che fare…muti lo osserviamo. Una voce ci allerta: <i>“Non avvicinatevi,una beccata del suo poderoso becco, potrebbe farvi male…”</i> .<br />
Il cigno comincia ad aggirarsi, quasi  ci viene accanto.<br />
Dignitosamente , si gira ,vuole tornare nel suo habitat naturale: l’acqua.<br />
Si accosta alla sbarra della ringhiera che serve per impedire cadute nel lago.<br />
Ahimè, è costretto ad abbassare il lungo collo…non ce la fa a piegarlo più di tanto . Si aggira  smarrito come chi si trova in una strada sconosciuta.<br />
Il suo susseguioso atteggiamento è svanito.<br />
E’ lento nei movimenti, non sa che fare. Un signore,con fare deciso si alza, gli va accanto: una mano posata sul corpo, delicatamente gli curva il collo per fargli  oltrepassare la sbarra.  L’uccello acquatico non reagisce. Prostrato? Impaurito? Comprende che lo si sta aiutando?<br />
Finalmente con un balzo, dispiegando le ali eccolo nell’acqua allontanarsi velocemente : finalmente libero di nuotare ovunque nei luoghi a lui familiari e consueti.</p>
<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_092007.jpg"><img class="wp-image-1386 alignnone colorbox-1382" alt="20190713_092007" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_092007-300x168.jpg" width="180" height="101" /></a><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_092007-1-1.jpg"><img class="wp-image-1385 alignnone colorbox-1382" alt="20190713_092007-1-1" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_092007-1-1-300x188.jpg" width="180" height="101" /></a><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_091930.jpg"><img class="wp-image-1384 alignnone colorbox-1382" alt="20190713_091930" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/08/20190713_091930-300x168.jpg" width="180" height="101" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Essere in Linkedin. Leggere articoli interessanti- comunicare con piacere e rispetto</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2019 16:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divertimenti Estensi]]></category>

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		<description><![CDATA[> La voce &#8211; Alda Merini In queste cadenze fragili che sono i nostri giorni meravigliosi fatti di pochissime cose, di piccoli conventi di sospiro, questi giorni meravigliosi dove io nego la presenza anche di Dio per non sentirmi obbligata ad amarlo. In questi giorni io vedo il sole ovunque ma non posso vedere lui &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/essere-in-linkedin/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1366" class="wp-caption aligncenter" style="width: 110px"><a href="http://www.aminabongiovanni.it/essere-in-linkedin/attachment/01/" rel="attachment wp-att-1366"><img src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/01.jpg" alt="Comunicare  con rispetto" width="100" height="100" class="size-full wp-image-1366 colorbox-1365" /></a><p class="wp-caption-text">Comunicare  con rispetto</p></div>><br />
La voce  &#8211; Alda Merini</strong><br />
In queste cadenze fragili<br />
che sono i nostri giorni meravigliosi<br />
fatti di pochissime cose,<br />
di piccoli conventi di sospiro,<br />
questi giorni meravigliosi<br />
dove io nego la presenza anche di Dio<br />
per non sentirmi obbligata ad amarlo.</p>
<p>In questi giorni io vedo il sole<br />
ovunque<br />
ma non posso vedere lui<br />
che è l’unico candore della mia vita.</p>
<p>E poi dietro lui<br />
c’è un altro uomo<br />
più grande,<br />
più severo,<br />
più possente,<br />
un uomo che mi indica<br />
la guarigione dell’anima.</p>
<p>Ma non credo che la mia anima sia malata<br />
se riesce ancora a piangere,<br />
a sorridere,<br />
a varcare le soglie di questa casa.</p>
<p>Gesù,<br />
sei certamente un poderoso mantello,<br />
sei una spiaggia illimitata,<br />
sei un parto che non ha mai agonie,<br />
sei un fiore che si risveglia ogni mattino,<br />
sei un canto,<br />
sei il mio stesso sguardo.</p>
<p>Molti mi guardano negli occhi<br />
e rimangono estatici<br />
perché capiscono che io ti ho visto,<br />
che ti ho sentito,<br />
o che perlomeno qualche volta<br />
ti ho anche tradito.</p>
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		<title>F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA  &#8211; Bologna. Amiche simpatiche “buone forchette”</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 15:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità - Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[I prodotti di tutte le nostre Regioni si succedevano in sequenze lunghissime: chiostri, ristoranti, stands, laboratori dove si poteva vedere la lavorazione dei prodotti tipici di  tutto ciò che la terra produce con  il lavoro paziente e rigoroso degli uomini. Isa Bergamascchi, Daria Segala, Loretta Ghirelli, simpatiche amiche, “buone forchette”, subito hanno messo le ali &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/f-i-co-fiera-italiana-contadina-bologna-amiche-simpatiche-buone-forchette/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-1350 alignleft colorbox-1348" alt="Amiche simpatiche " src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_20190320_134612539-150x150.jpg" width="150" height="150" />I prodotti di tutte le nostre Regioni si succedevano in sequenze lunghissime: chiostri, ristoranti, stands, laboratori dove si poteva vedere la lavorazione dei prodotti tipici di  tutto ciò che la terra produce con  il lavoro paziente e rigoroso degli uomini.<br />
Isa Bergamascchi, Daria Segala, Loretta Ghirelli, simpatiche amiche<b>, “buone forchette”, </b>subito hanno messo le ali i piedi.</p>
<p>Rapide consultazioni, visita veloce alle farfalle e poi “Via” : in Piemonte per il primo; in Abruzzo per il pesce, poi giù ancora :  veloce puntatina nel Lazio, dolce in Sicilia. Risistemate ben, bene le ali, su  di corsa  in Friuli Venezia Giulia   per planare, infine, a Bologna per la mortadella.</p>
<p>Alla lavorazione della mortadella anch’io,  mi sono fermata.</p>
<p>Una bontà!</p>
<p>Una simpatica cameriera mi ha portato quello che avrebbe dovuto essere  un panino. Una specie di montagnola che solo a vederla l’acquolina ti riempiva la bocca: fette di mortadella  arrotolate, affogate tra formaggio, il tutto  contornato di  freschissime foglie di insalata. Come non bastasse, su un elegante piatto, ecco arrivare crostini particolari: base insalatine miste,poi  pane ricoperto da una pastina nera, una fetta di mortadella contornata da un formaggio filante che trasbordava e sopra : “Udite, udite” un</p>
<p>piccolo pezzo di polpo con la sua doppia fila di ventose! Un amalgama di gusti che si sposavano in un sapore nuovo,originale,   gustoso.</p>
<p>Una giornata particolare e…gustosa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b><i>L’eccellenza dei prodotti della nostra Bella Italia.</i></b></p>
<p align="center"><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_20190320_134608848.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1349 colorbox-1348" alt="Amiche simpatiche " src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_20190320_134608848-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA &#8211; Bologna. L’asino disonorato</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 15:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità - Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Volevo vedere gli animali,  ne cercavo, uno: un asinello. Gli animali erano in un’area esterna. Trovati gli asini,  non riuscivo a fotografare quello più mi interessava. Eccolo: era confuso tra  altri. Una mia amica, Maria Teresa Carassini, che segnala al Resto del Carlino, eventi culturali dei nostri paesi: Castelmassa, Ceneselli, Castelnovo Bariano, Calto, dinamica, informatissa, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/f-i-co-fiera-italiana-contadina-bologna-lasino-disonorato/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo vedere gli animali,  ne cercavo, uno: un asinello. Gli animali erano in un’area esterna. Trovati gli asini,  non riuscivo a fotografare quello più mi interessava. Eccolo: era confuso tra  altri.</p>
<p>Una mia amica, Maria Teresa Carassini, che segnala al Resto del Carlino, eventi culturali dei nostri paesi: Castelmassa, Ceneselli, Castelnovo Bariano, Calto, dinamica, informatissa, piena d’iniziative, con uno stratagemma è riuscita a farlo avvicinare e l’ha fotografato come io non avrei mai fatto.</p>
<p>Era il più giovane: usciva con il muso dalle inferriate. Pelame grigio, occhioni innocenti, due grandi orecchie pelose che si alzavano al di sopra delle sbarre. Tenerissimo nella sua calma.</p>
<p>Ho pensato a quanto i suoi antenati abbiano  attraversato la storia dell’umanità</p>
<p>Meno aristocratico del cavallo,quadrupede di nobili e guerrieri, ha portato pesi, si è arrampicato su per sentieri impervi, ha aiutato ad arare campi, ha preso legnate, Poppea, la moglie dell’imperatore Nerone, era solita concedersi un bagno immersa nel latte di cinquecento asine!!! L’asino ha avuto l’onore di trasportare Gesù nell’entrata  a Gerusalemme la Domenica delle Palme.</p>
<p>L’avrei accarezzato l’asinello, avrei voluto contorcere la punta delle sue orecchie…Succede, però,  che nel lontano 188,   Collodi pubblica la storia del burattino   Pinocchio, tanto  allergico allo studio  da affibbiargli due enormi orecchie  d’asino come umiliazione.</p>
<p>Da allora l’asino ha subito una sorta di disonore che non l’ha più lasciato.</p>
<p>. <b>“Asino”,</b> si dice non solo a chi non studia, ma anche ad adulti in genere. Un appellativo dispregiativo che non l’ha più abbandonato.</p>
<p><b>Onore a te, asinello che,  invece, secondo gli studiosi, sei il più intelligente tra i mammiferi: hai una pazienza certosina con gli uomini.</b></p>
<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Asinello.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1345 colorbox-1344" alt="Asinello" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Asinello-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>F.I.CO – FIERA ITALIANA CONTADINA – Bologna. Un’area vastissima</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 15:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità - Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Al di là dei prodotti della nostre Regioni,sono stata colpita dalle GIOSTRE multimediali: un viaggio nel tempo alla scoperta della nostra storia. Sono sei: 1) IL FUOCO; 2) L’UOMO E LA TERRA; 3) L’UOMO DALLA TERRA ALLA BOTTIGLIA 4) L’UOMO E IL MARE; 5) ANIMALI; 6) L’UOMO E IL FUTURO. GIOSTRE interattive che ti immergono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/f-i-co-fiera-italiana-contadina-bologna-unarea-vastissima/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là dei prodotti della nostre Regioni,sono stata colpita dalle <b>GIOSTRE multimediali</b>: un viaggio nel tempo alla scoperta della nostra storia.</p>
<p>Sono sei: 1) IL FUOCO; 2) L’UOMO E LA TERRA; 3) L’UOMO DALLA TERRA ALLA BOTTIGLIA 4) L’UOMO E IL MARE; 5) ANIMALI; 6) L’UOMO E IL FUTURO.</p>
<p>GIOSTRE interattive che ti immergono in misteri e scoperte.</p>
<p><b>La GIOSTRA del FUOCO</b> mi ha catturata più delle altre. Un milione e mezzo di anni fa l’uomo scopre , inventa, imprigiona il fuoco. Inizia, così la sua superiorità sugli animali. Esplora, crea, forma comunità,si evolve sempre più. Solo questa GIOSTRA gode di due spazi. Se nel primo campeggiano le fiamme con sullo sfondo sagome girevoli, in cui s’intravedono uomini primitivi che battono su pietre per far scattare una scintilla, nel secondo due scritte recitano: <b><i>“ Basta una scintilla per accendere il fuoco</i>”; “ <i>Se fossi foco accenderei lo mondo”.</i> </b></p>
<p>Un’iperbole, quest’ultima, tratta da Cecco Angiolieri per esaltare l’importanza del fuoco nella creatività artistico – culturale. Si succedono, infatti, brevi, significativi video: il “FUOCO” che accende inventiva e sentimenti dalla musica alla pittura, passando per la scrittura, le arti artigianali per approdare, infine, alla danza classica moderna, dove i movimenti ritmici dei corpi, accompagnati dalla musica, esaltano l’amore.</p>
<p><b>GIOSTRE didattiche </b>realizzate con una tecnologia d’avanguardia dal Centro Sperimentale Cinematografico di Milano,ma adatte anche ad adulti indifferenti all’evoluzione dell’uomo e alle sue invenzioni.</p>
<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Giostra-Fuoco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1341 colorbox-1340" alt="Giostra-Fuoco" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Giostra-Fuoco-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Dott. Pietro Duner Un medico esemplare</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 15:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Greci raccomandavano ai medici:  “Del tuo paziente devi sapere cosa sogna, cosa desidera, cosa ama, come vive. Devi saper queste cose se vuoi curarlo.” Presso la biblioteca Civica “ Enrico Fornasari”, ho presentato la figura del dott. Pietro Duner che ha esercitato a Castelmassa dal 1932, per  vent’anni.  Ha lasciato  un ricordo indelebile per la &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/dott-pietro-duner-un-medico-esemplare/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> Greci raccomandavano ai medici:</p>
<p> <b><i>“Del tuo paziente devi sapere cosa sogna, cosa desidera, cosa ama, come vive.</i></b></p>
<p><b><i>Devi saper queste cose se vuoi curarlo.”</i></b></p>
<p>Presso la biblioteca Civica “ Enrico Fornasari”, ho presentato la figura del dott. Pietro Duner che ha esercitato a Castelmassa dal 1932, per  vent’anni.  Ha lasciato  un ricordo indelebile per la sua professionalità, unita ad una grande umanità nei confronti dei pazienti intesi come persone e  non solo come malati. Conosceva le loro ansie, i loro disagi interpretandoli ed era attentissimo alle loro condizioni sociali. Si recava in bicicletta in campagna, di notte, dove necessità chiamava. Era reperibile ventiquattro ore su ventiquattro.</p>
<p>Nella limitatezza della medicina di quel  tempo, in cui mancavano i farmaci salva – vita tipo cortisone ed antibiotici e la raffinatezza delle strumentazioni tecnologiche era  ancora lontana,era un clinico completo: sapeva formulare diagnosi pur nella scarsità dei mezzi a disposizione, curare con le adeguate terapie farmacologiche  e chirurgiche .</p>
<p>Tanti parti difficili si sono risolti  con la sua abilità di ostetrico,tanti gli interventi di pronto Soccorso, compreso qualche intervento di appendice, l’hanno trovato risolutore,assolvendo a quella triade che è alla base della completezza della formazione medica: medicina interna, chirurgia, ostetricia e ginecologia. Morì d’infarto il 24 febbraio 1954.</p>
<p>Al suo funerale partecipò tutto il paese:  circa cinquemila persone venute anche  dai paesi vicini.  Il ricordo lasciato nei castelmassesi è ancora vivo, entrato in una sorta di leggenda perché chiunque bussava alla sua porta, in qualsiasi ora del giorno e della notte, per tutto l’arco dell’anno,trovava risposte ed umanità.</p>
<p>In segno di omaggio è stato dato il suo nome ad una via e nel suo vecchio  ambulatorio, ora di proprietà dell’ASL , è stata posta una lapide commemorativa che riassume con efficacia il ruolo e la persona:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b><i>“Qui per vent’anni profuse tesori di scienza e di bontà”</i></b></p>
<p align="center"><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Il-Dott.-Duner1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1357 colorbox-1336" alt="Il Dott. Duner" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2019/04/Il-Dott.-Duner1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Diario : “ La mia Guerra  &#8211; Anni 1915 – 1918” di Oreste Sinodo Barotti di San Pietro Polesine.</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 21:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divertimenti Estensi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ho letto con commozione. Un resoconto preciso, reale che uno non si aspetta. A scuola ci hanno narrato il conflitto con tanti omissis, puntando più sull’eroismo e non sui massacri di migliaia di giovani. Dopo una una premessa, il Diario,  è diviso in nove periodi corrispondenti ai vari fronti di guerra.  La guerra vera, infatti,  &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/diario-la-mia-guerra-anni-1915-1918-di-oreste-sinodo-barotti-di-san-pietro-polesine/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’ho letto con commozione. Un resoconto preciso, reale che uno non si aspetta. A scuola ci hanno narrato il conflitto con tanti omissis, puntando più sull’eroismo e non sui massacri di migliaia di giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una  una premessa, il Diario,  è diviso in nove periodi corrispondenti ai vari fronti di guerra.  La guerra vera, infatti,  nella sua cruda realtà, ci viene consegnata non dai libri di testo con pagine  zeppe di alleanze e intese, sequenze di date,  battaglie perse e vinte, ma prive dell’umanità dolente di chi, solo, l’ha vissuta e fissata nei diari.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1321"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ufficiali e soldati scrissero pensieri, riflessioni, critiche, slanci patriottici che riflettevano l’andamento della guerra come pensieri per rielaborare le sofferenze di quegli anni e che oggi, riemersi, costituiscono importanti frammenti di  memoria vera,  non retorica per comprendere meglio il grande racconto di un evento epocale che ha cambiato per sempre la fisionomia fisica e sociale non solo dell’Italia,  ma dell’Europa.</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><b>Il Diario</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Oreste Sinodo  Barotti</b>: persona sensibile, ligia al dovere, motivato da un gran sentimento patriottico. Scrive delle battaglie, dell’umanità dei soldati,della crudezza del conflitto con  le sue  sofferenze, del cinismo del generale Cadorna, degli ambienti montani vissuti in condizioni climatiche estreme.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa narrazione troviamo: patriottismo e patimenti; senso del dovere e generosità.  Vita e morte. Dolore e forza  di resistere.  Disumanità e pietà. Orgoglio e italianità.</p>
<p align="center"><b>LA MIA GUERRA<br />
</b><b>Anni 1915 – 1918</b><b> </b></p>
<p align="center"><b>Diario di guerra</b></p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1313 colorbox-1321" alt="amina4" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amina4-187x300.jpg" width="187" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><i>“La mia salute è ottima. ..Il cervello confuso da mille presentimenti,il primo fu quello di scrivere, se mi era possibile , il mio diario di guerra… Con questo pensiero partivo,pronto per incominciare la mia vita di guerra,fidente, prima di ogni cosa ,nella Provvidenza Divina e poi nella prospettiva della mia vita.”<br />
</i>Oreste Sinode Barotti arruolato nell’Artiglieria da Montagna, era a capo di un drappello di soldati il cui compito era trasportare nei vari luoghi delle battaglie piccoli cannoni, artiglierie,viveri percorrendo mulattiere spesso in condizioni climatiche estreme con i muli che si rovesciavano incapaci di proseguire tra cumuli di neve.<br />
Ha combattuto le due disastrose battaglie del Monte Ortigara (1959 m. ) dove si consumò la strage degli Alpini.</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="colorbox-1321"  alt="amina5" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amina5.jpg" width="275" height="183" /></p>
<p style="text-align: right;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1311 colorbox-1321" alt="amina6" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amina6-300x206.jpg" width="300" height="206" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1310 colorbox-1321" alt="amian7" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amian7-300x167.jpg" width="300" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify;">Fu mandato anche all’assalto con maschera antigas.</p>
<p style="text-align: justify;"> <i>“ …strisciando il corpo a terra come una biscia…continuando a strisciare sulle piettre…il campo ridotto ad una pozza di sangue…correvo da una parte all’altra…Chi aveva una gamba spezzata, chi ferite alla testa, ai bracci al corpo, più qualche morto raggomitolato lungo ilsolco della trincea…chi gridava aiuto, chi chiamava i genitori, chi invocava i suoi figli…Udivo a cento, a cento i lamenti di quei poveri giovani…”.</i></p>
<p align="center"><b>Sconfitta di Caporetto 24 ottobre 1917</b></p>
<p><i><img class="aligncenter size-medium wp-image-1309 colorbox-1321" alt="amian8" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amian8-300x168.jpg" width="300" height="168" /></i></p>
<p style="text-align: justify;">Con la sconfitta di Caporetto il morale di ufficiali e soldati  è a pezzi. Si risollevano quando al Comando Supremo dell’Esercito , il generale Cadorna viene sostituito dal generale Armando Diaz.<br />
La guerra comincia a volgere a favore degli italiani.<br />
<b>Il 27 ottobre 1918 </b>con gli Alpini e truppe francesi i militari italiani passano il fiume Piave.<br />
In pochi giorni arrivano a Vittorio Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>“ Alle ore 16 del 4 novembre 1918 una comunicazione annunziava che la bandiera di Casa Savoia sventolava sul castello del Buon Consiglio di Trento e sulla Torre di San Giusto a Trieste…mi sembrava un sogno…mi sembrava impossibile…”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Oreste Sinode Barotti ha ricevuto onorificenze , ben otto, tra decorazioni e premi.</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1308 colorbox-1321" alt="amian9" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amian9-300x219.jpg" width="300" height="219" /></p>
<p align="center"><b>Decorazioni e Premi</b></p>
<p style="text-align: justify;">Con la Grande Guerra si chiude  il “ secolo lungo” l’Ottocento che era iniziato con la Rivoluzione Francese nel 1789. Si chiude anche il periodo Risorgimentale Italiano iniziato a metà Ottocento dopo secoli di sudditanza straniera. E’ stata una guerra di eroi non solo per chi combatteva, ma per tutte quelle donne e quegli uomini che nell’agricoltura, nel commercio, nelle fabbriche sopperirono con abnegazione, privazioni, fatiche alla mancanza di uomini validi al lavoro.<br />
Per anni celebrata, la Grande Guerra, fu poi offuscata, quando fu un’affermazione tutta italiana, per questo <b>“ per non dimenticare”</b>, a tutti coloro che vi hanno partecipato: ai caduti, ai mutilati, agli invalidi, vada il nostro perenne ricordo.</p>
<p>La pubblicazione “ <i>La grande Guerra – testimonianze dal fronte e dai nostri paesi”</i> a cura dell’Associazione Culturale “Padusia” è reperibile presso il Presidente Giuseppe Zenesini a Castelnovo Bariano  - Rovigo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Grande Guerra 1915 – 1918</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 18:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti e Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi siamo diventati devoti della dea Pace e della dea Umanità perché non siamo più noi in  grado a dover sopportare il peso della difesa, né siamo più in grado   di condizionare gli eventi e le relazioni internazionali . Nel dibattito seguito in questo anno ,taluni hanno parlato della Grande Guerra come di  “una &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/la-grande-guerra-1915-1918/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi siamo diventati devoti della dea Pace e della dea Umanità perché non siamo più noi in  grado a dover sopportare il peso della difesa, né siamo più in grado   di condizionare gli eventi e le relazioni internazionali . Nel dibattito seguito in questo anno ,taluni hanno parlato della Grande Guerra come di  “una strage inutile”. Non fu inutile perché allora tutte le guerre risorgimentali dovrebbero essere considerate inutili, mentre la “nazionalità d’Italia era incompleta”. Per   le grandi potenze dominanti, soprattutto gli imperi centrali, nel 1913, noi saremmo diventati vassalli  e per non diventare vassalli e minacciati politicamente, occorreva la dura necessità di schierarci da quella parte della bilancia  che avrebbe potuto evitare un’unità faticosamente conquistata. Non possiamo, quindi,  giudicare con i criteri attuali un contesto storico diverso dal presente.<span id="more-1303"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><b>Una guerra vicina – da non dimenticare</b></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1307 colorbox-1303" alt="310x0_1432125050886_guerra" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/310x0_1432125050886_guerra-300x198.png" width="300" height="198" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><b>24 maggio 1915</b><b> </b></p>
<p><img class="alignright colorbox-1303" style="text-align: justify;" alt="Irredentisti-1^-guerra-Mondiale-www.lavocedelmarinaio.com-copia" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/Irredentisti-1^-guerra-Mondiale-www.lavocedelmarinaio.com-copia-209x300.jpg" width="209" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La grande Guerra è stata una guerra di eroi. E’ vicinissima a noi. Ogni paese ha strade, monumenti che ricordano un conflitto devastante più dell’ultima guerra 1940 – 1945.<br />
Un fronte lunghissimo di seicento km. Dal 1915 al 1918, l’Italia mobilitò quasi sei milioni di soldati e alla fine della guerra i caduti  furono più di 600.000, di cui circa 100.000  nei campi di concentramento austro – ungarici.<br />
Ai fini della riscossa italiana risultò, senz&#8217;altro decisivo, il cambiamento nella direzione politica e militare del paese: il giurista siciliano Orlando al governo, e Armando Diaz al comando supremo.<br />
La sostituzione di Luigi Cadorna segnò l&#8217;avvio di una nuova gestione dell&#8217;esercito perché il Comandante Cadorna aveva ignorato completamente i problemi morali e materiali dei suoi uomini che, considerati semplice <i>“carne da cannone”</i>, erano sottoposti ad un rigido regime repressivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del conflitto, nell&#8217;agosto del 1919, la commissione d&#8217;inchiesta sui fatti di Caporetto divulgò una relazione finale che riconosceva i gravi errori commessi dai vertici militari dell&#8217;esercito ed in particolare dal generale Cadorna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella toponomastica castelmassese, quindi, troviamo: Via Cesare Battisti, Via Fabio Filzi, Via Nazario Sauro Via Guglielmo Oberdan, Piazza Vittorio Veneto, Viale Fattori ex viale delle Rimembranze e il Monumento ai Caduti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><b>A Castelmassa il Monumento ai Caduti venne inaugurato il 4 ottobre 1925</b></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1315 colorbox-1303" alt="amina2" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amina2-300x201.jpg" width="300" height="201" /></p>
<p align="center"><b>Piazza Vittorio Veneto</b></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1314 colorbox-1303" alt="amina3" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/12/amina3-300x258.jpg" width="300" height="258" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nomi, percorsi, manufatti  che, forse, distrattamente, guardiamo senza pensare , a distanza di cent’anni, quanto quei nomi abbiano contribuito, con sofferenze e sacrifici,  all’Unità d’Italia.<br />
Tracce indelebili. Una sorta di  stradario sentimentale  che non va dimenticato, ma letto, guardato con rispetto e forse commozione .<br />
Infatti, da Nord a Sud non c’è paese, città che non abbia il suo eroe, piccolo, non da grandi imprese, ma pur sempre un eroe  per quanto le narrazioni ci hanno tramandato.<br />
La guerra vera, infatti,  nella sua cruda realtà, ci viene consegnata non dai libri di testo con pagine  zeppe di alleanze e intese, sequenze di date,  battaglie perse e vinte, ma prive dell’umanità dolente di chi, solo, l’ha vissuta e fissata nei diari.<br />
Ufficiali e soldati scrissero pensieri, riflessioni, critiche, slanci patriottici che riflettevano l’andamento della guerra come pensieri per rielaborare le sofferenze di quegli anni e che oggi, riemersi, costituiscono importanti frammenti di  memoria vera,  non retorica per comprendere meglio il grande racconto di un evento epocale che ha cambiato per sempre la fisionomia fisica e sociale non solo dell’Italia,  ma dell’Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b> </b></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nuovi schiavi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 11:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità - Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non condivido l’accoglienza incondizionata se, quei disperati, poi vengono sfruttati con una paga  di un euro a giorno per la raccolta di pomodori tra Puglia e Basilicata. Una vergogna per i “buonisti di professione” che mai denunciano questa piaga. “Accoglienza, accoglienza”, si grida ipocriticamente senza tener conto di come molti finiscano preda  di truffatori, di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/i-nuovi-schiavi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_01.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1288 colorbox-1286" alt="amina_01" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_01-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Non condivido l’accoglienza incondizionata se, quei disperati, poi vengono sfruttati con una paga  di un euro a giorno per la raccolta di pomodori tra Puglia e Basilicata. Una vergogna per i <b><i>“buonisti di professione</i>”</b> che mai denunciano questa piaga.</p>
<p>“Accoglienza, accoglienza”, si grida ipocriticamente senza tener conto di come molti finiscano preda  di truffatori, di sfruttatori senza scrupoli. Sembra di leggere <b><i>L&#8217;urlo e il furore,</i></b> il  romanzo dello scrittore statunitense William Faulkner, per le condizioni in cui vivono.<span id="more-1286"></span><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_02.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1289 colorbox-1286" alt="amina_02" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_02-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Molti   vagano senza fissa dimora. In un qualche modo devono pur vivere. Le droghe di qualsiasi genere danno un reddito sicuro. Eccoli, allora, spacciare droga poiché la domanda è alta,  attraversa tutte le età e le  fasce sociali. Nelle città questo traffico ormai comune, ha  generato e genera un’insofferenza  che  ha raggiunto limiti estremi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 align="center"></h3>
<h3 align="center"><b>ONG – Organizzazione Non Governativa- Chi sono costoro?!!!?</b></h3>
<p><b>Delle chiacchierate ONG finalmente si sta scoperchiando la pentola.</b></p>
<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_03.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1290 colorbox-1286" alt="amina_03" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_03-300x172.jpg" width="300" height="172" /></a>Non è chiaro chi le finanzi, si sa che si arricchiscono oltre misura. Il lororuolo è ambiguo.</p>
<p>Un esempio. Due bagnini di Catalogna sbarcano in un’isola della Grecia con 15.000 euro. Li investono per aiutare i migranti siriani. Il mercato s’allarga. Arrivano donazioni strepitose da discusse Fondazioni filantropiche. Ultimo episodio.  Partono da Malta, imbarcano migranti provenienti dalla Libia per sbarcarli in Italia.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1291 colorbox-1286" alt="amina_04" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_04-300x199.jpg" width="300" height="199" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Pozzallo Open Arms viene sequestrata e poi lasciata libera…e la storia continuerà…se una buona volta non si comincerà ad individuare i finanziatori, per la maggior parte occulti, che non sono filantropi.(<i>breve</i> <i>sintesi di un art. di Fausto </i>Biloslavo – il Giornale – 3 – luglio 2018 – pagg.2 e 3)</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_05.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1287 colorbox-1286" alt="amina_05" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/07/amina_05-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a></p>
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