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	<title>&#187; Giovannino Guareschi</title>
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		<title>CARLOTTA GUARESCHI “la pasionaria”</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 23:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ospedale di Fidenza domenica 25 ottobre 2015 si è spenta Carlotta figlia dell’umorista e scrittore Giovannino. Era nata il 13 novembre 1943, quando il padre, Giovanni era già nei Lager nazisti, internato militare per essersi rifiutato di aderire  alla repubblica di Salò. La conobbi assieme al fratello Alberto il 9 ottobre 2009,quando Silvia Raisi ed &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/carlotta-guareschi-la-pasionaria/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’ospedale di Fidenza domenica 25 ottobre 2015 si è spenta Carlotta figlia dell’umorista e scrittore Giovannino. Era nata il 13 novembre 1943, quando il padre, Giovanni era già nei Lager nazisti, internato militare per essersi rifiutato di aderire  alla repubblica di Salò.<img class="alignright size-full wp-image-1109 colorbox-1108" alt="carlotta_1" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2016/03/carlotta_1.jpg" width="144" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">La conobbi assieme al fratello Alberto il 9 ottobre 2009,quando Silvia Raisi ed io ci recammo a Roncole Verdi per prendere i pannelli per allestire la mostra “Don Camillo nel mondo”  in occasione della Fiera di San Martino.</p>
<p style="text-align: justify;">Alberto e Carlotta tramite varie iniziative (museo, archivio,l’Associazione il Club dei Ventitre, un periodico quadrimestrale, seminari, studi) hanno tenuta viva la memoria del padre: grande scrittore, umorista giornalista, vignettista conosciuto in tutto il mondo grazie anche ai felicissimi film i cui protagonisti, Peppone e Don Camillo, ancora fanno ridere e sorridere.<span id="more-1108"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo dei due fratelli la squisita gentilezza e semplicità che non t’aspetti in persone famose unita alla consapevolezza di aver avuto un “<i>buon e grande babbo” e</i> di <b>Carlotta “ l<i>a pasionaria”,</i></b> in particolare,  il sorriso aperto, cordiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Conoscerli fu per me un onore e un privilegio. Con Alberto,saltuariamente, mantengo alcuni rapporti tramite e – mail.</p>
<p> <a href="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2016/03/carlotta3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1111 colorbox-1108" alt="carlotta3" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2016/03/carlotta3.jpg" width="495" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><b>Giovannino scrisse nel Lager di Beniaminowo nel 1944, pensando a quella bimba nata nella Bassa, lui lontanissimo, fra i reticolati, che immaginava così…</b></p>
<p><b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>«Io penso al giorno in cui uscirò da casa mia conducendo un Albertino quasi nuovo per la mano e recando in braccio una nuovissima signorina.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Ci penso spesso, ma è un giorno distante milleduecento chilometri di mondo in guerra e mi par quasi impossibile arrivarci. E allora mi chiedo: ti vedrò signorina Carlotta? E se non potessi? Non importa, signorina Carlotta. Non importa perché – nonostante il mio vecchio professore di fisica abbia tentato di confondermi le idee – io conosco perfettamente la faccenda delle parole.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i> Le parole nascono ma non muoiono. Non muore niente, a questo mondo.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Le parole nascono, e poi essendo più leggere dell’aria, salgono in su e arrivano fino al punto in cui il cielo finisce e comincia l’eternità. E lì ristanno. Come se si liberassero in una stanza cento palloncini: arrivati al soffitto si fermerebbero. Così le parole nel cielo. (&#8230;)</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Verba volant. Le parole volano, non si volatizzano.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Questo è importante, signorina Carlotta: perché, se il buon Dio mi metterà le alucce sulle spalle prima che io ti veda, andrò a sedermi sulla stella che sta proprio sopra la tua casa e, mano a mano che saliranno al cielo le tue paroline corte corte come semibiscrome, io le coglierò al volo e le rinchiuderò tutte dentro un sacchetto di seta.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>E, ogni tanto, ne trarrò fuori un pizzico e le scuoterò come un mazzetto di campanellini e</i></p>
<p style="text-align: justify;"><i>mi divertirò a sentirle tintinnare.»</i></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1110 colorbox-1108" alt="carlotta_2" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2016/03/carlotta_2.jpg" width="295" height="48" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto  da un articolo scritto da Giovanni Lugaresi in ricordo di Carlotta sulQuadrimestrale n. 76 Dic. 2015 diretto da Alberto Guareschi<i> “</i> …<i>quando Giovannino nelle baracche del lagher scriveva di Carlottina per tener alto il morale dei commilitoni…” </i></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Giovannino Guareschi Esprit libre</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 20:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è qualcosa che accomuna tutti gli spiriti liberi della storia. Donne e uomini che non sono stati ma che tuttora sono, ci accompagnano, si fanno trovare e ritrovare, raccontano e insegnano. E’ la loro forza, è l’energia che ancora sprigionano i loro libri, le loro idee, è la passione che li ha guidati , è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.aminabongiovanni.it/giovannino-guareschi-esprit-libre/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è qualcosa che accomuna tutti gli spiriti liberi della storia. Donne e uomini che non <em>sono stati</em> ma che tuttora sono, ci accompagnano, si fanno trovare e ritrovare, raccontano e insegnano.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la loro forza, è l’energia che ancora sprigionano i loro libri, le loro idee, è la passione che li ha guidati , è l’onestà del disinteresse, è la coerenza con cui hanno vissuto la loro vita, è l’insegnamento morale dei loro principi, è  l’ essere dentro il proprio tempo e insieme esserne fuori, valicarlo. E’ l’essere attori, spettatori e precursori spesso ingombranti perché non etichettabili , scomodi perché non alla moda, fastidiosi perché non in linea con certa <em>political correctly.<span id="more-179"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Giovannino Guareschi nato nelle case rosse delle cooperative socialiste parmensi era un monarchico, al suo funerale cui nessun rappresentante delle istituzioni partecipò, volle la bandiera sabauda. Tuttavia nei suoi numerosi libri tradotti in centinaia di lingue, non si parla di uomini sudditi ma di uomini liberi, di uomini uguali, di doveri e di diritti, di giustizia sociale; si parla della bellezza della natura, della semplicità del bene, delle ingiustizie provocate dal male. La storia stessa della sua vita è la storia della sua integrità di uomo e di scrittore se mai si possa dire che le due cose siano distinte.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’armistizio del 1943 rifiutò di obbedire ai diktat tedeschi e per questo fu internato per più di un anno in un campo di lavoro dove patì le sofferenze della fame, del freddo, della lontananza dagli affetti. Ma seppe rinunciare e seppe aspettare e fu ricompensato – uno fra pochi &#8211; col ritorno a casa. Poco più di trenta chili e un cuore malato.</p>
<p style="text-align: justify;">Pronto a combattere con la sua satira il pericolo comunista – la guerra fredda era appena cominciata ma dei gulag si conosceva già l’esistenza- a fianco della DC di De Gasperi, non esitò ad andare in galera – quelle di un tempo erano bugigattoli bui e freddi- pur di difendere la verità dopo avere appreso il coinvolgimento del Presidente in una delle pagine top secret della storia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si vendette a facili compromessi ma fino in fondo, pagando a danno della propria salute, mantenne fede alle proprie idee, dignitosamente, come si suol dire a testa alta. La famiglia, la campagna parmense, la costruzione della casa per il propri cari – senza termosifoni- sono i simboli di una vita alquanto spartana. L’automobile, l’unico vezzo, l’inseparabile Olivetti compagna di battaglia che gli fu rubata in una delle non poche incursioni di ladri – probabilmente pilotati- e da cui difficilmente si separava.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggere i suoi libri è stato per me, repubblicana convinta, uno squarcio nel tempo. Ho riscoperto uno scrittore che la critica aveva relegato e omologato a suo piacimento, ho apprezzato lo stile sobrio e combattivo, a volte arrendevole altre determinato, le descrizioni minuziose, particolareggiate, pittoresche, il raccontare con toni naif, il <em>fanciullino</em> che era in lui, la poesia delle sue favole come la <em>Favola di Natale</em> scritta durante la prigionia del lager , di una struggente malinconia e di una tenera ma tenace speranza, speranza nella vita e nell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti noi <em>dobbiamo</em> qualcosa a scrittori come Guareschi perché in loro riconosciamo i tanti pregi dell’animo umano e al tempo stesso potremmo prendere la forza per superarne i limiti.</p>
<p><em><strong>Claudia</strong></em></p>
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		<title>Giovannino Guareschi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 22:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Castelmassa e Guareschi: una piazza che ha girato il mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-43 colorbox-42" title="copertina-guareschi" src="http://www.aminabongiovanni.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina-guarestichi.jpg" alt="" width="186" height="300" /><br />
Castelmassa e Guareschi: una piazza che ha girato il mondo.</p>
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